Auto nuova guasta: una lezione per gestire lo stress

Non immaginavo che la prima vacanza con un’auto nuova sarebbe iniziata guardandola salire su un carro attrezzi.

Una settimana fa la mia auto nuova si è fermata. Letteralmente.

Vacanza con la famiglia.

Pranzo di festeggiamento dei compleanni nel giardino di mio Zio a Chiavari.

Quando è il momento di salutarsi e partire la sorpresa: auto immobilizzata.

Nessuna possibilità di muoverla: si accende ma non va né avanti né indietro.

Il mio primo pensiero: “Benedetta elettronica! La mia vecchia Golf a benzina non mi ha mai dato un problema simile in quasi 20 anni!!!”.

Così il secondo giorno di vacanza mi sono trovato catapultato in una settimana fatta di telefonate, attese e continui cambi di interlocutore.

L’assistenza cercava un’auto sostitutiva senza trovarla.

L’officina aspettava il veicolo che l’assistenza non riusciva a trasportare. Per l’assistenza spostare la mia auto dal giardino di mio zio non era proprio agevole. 

Io passavo da Sestri Levante a Chiavari per cercare di capire a che punto fosse la situazione ma ogni volta rimandavano il servizio.

Nel frattempo, cercavo di non farmi rubare completamente la vacanza.

Qualche bagno al mare a vedere i pesci nella Baia del Silenzio a Sestri Levante, qualche passeggiata con i bambini… e poi di nuovo il telefono che squillava.

Una delle immagini positive che mi porterò dietro è mio zio.

Quando finalmente è arrivato il terzo carro attrezzi, è stato lui, insieme ai due operatori dell’ACI, a spingerla fuori per permetterne il caricamento.

Un gesto semplice.

In quel momento, però, significava molto più di una spinta a un’auto.

Significava: “Non sei da solo.”

La svolta, però, è arrivata venerdì mattina.

L’auto è finalmente arrivata in officina a Genova.

L’addetto all’accettazione mi ha detto, con tutta probabilità, che se ne sarebbe parlato la settimana successiva.

A quel punto ho chiesto di parlare con il responsabile: non sapevo più come spiegare che il giorno dopo dovevo imbarcare tutta la famiglia per tornare a Verona e l’assistenza non mi aveva ancora trovato un’auto sostitutiva in tutta Genova e Provincia!

Prima della telefonata mi sono fermato qualche secondo.

Mi sono fatto una domanda.

“Se fossi io il responsabile di quell’officina e vedessi questa pratica per la prima volta… cosa avrei bisogno di sapere?”

Così, invece di ripetere soltanto che ero in emergenza – magari anche con un tono un po’ sopra le righe… – ho smesso di insistere sulla mia urgenza e gli ho dato il contesto.

L’auto ferma da domenica.

I tentativi di recupero.

La famiglia.

Il rientro previsto il giorno dopo.

La settimana trascorsa senza una soluzione. 

I disagi di essere senz’auto in vacanza.

Marco, il responsabile, ha ascoltato.

Poi mi ha detto:

“Ci penso io. Entro mezzogiorno la richiamo.”

Ha assegnato subito un tecnico dedicato.

Alle 11:45 mi ha chiamato per dirmi che ci stavano lavorando ed erano vicini alla soluzione.

Alle 14 mi hanno richiamato dicendomi: “L’auto è pronta. Può passare a ritirarla”.

La cosa curiosa?

Quindici minuti prima mi era arrivato il messaggio che finalmente era stata trovata un’auto sostitutiva dall’assistenza!

Dopo giorni di ricerche.

Quando ormai non serviva più.

Questa esperienza mi ha ricordato una cosa che vale molto più delle automobili.

Lo stress restringe lo sguardo. 

La lucidità lo allarga.

Lo stress ci fa guardare solo il nostro problema. La lucidità ci aiuta a vedere anche quello dell’altro.

Ed è proprio lì che, a volte, si trova la soluzione.

Quando siamo sotto pressione tendiamo a ripetere la nostra richiesta sempre più forte, spesso perdendo anche la calma.

A volte, invece, la domanda giusta è:

“Di quali informazioni ha bisogno la persona che può davvero aiutarmi?”

La calma può aiutarci a valutare con consapevolezza qual è il comportamento migliore da tenere. 

È un piccolo cambio di prospettiva.

Ma spesso cambia completamente il risultato.

PS:

Oggi è sabato, l’auto funziona, siamo tornati a casa e questa storia è finita bene.

Spero che resti soltanto un ricordo… e una lezione da portarmi dietro! 😊

Dott. Alberto Ruffinengo Counsellor Professionista Psicosintetico a indirizzo Aziendale
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