Indice dei contenuti
- Quando tutto si accavalla…
- Che cos’è il “compartimentare”.
- Il legame con Deep Work
- La pratica: compartimentare in 3 passi
- Mindfulness nella vita reale
Ci sono settimane in cui tutto si accavalla, cose grandi e piccole, e non puoi eliminare nulla.
Non puoi mettere in pausa i figli, la cura di genitori anziani, il lavoro, le responsabilità o le decisioni importanti. E allora la domanda non è “come faccio a fare tutto?”, ma “come faccio a non perdere lucidità mentre tengo insieme tutto?”.
C’è una settimana che non dimenticherò tanto presto.
Non perché sia andata male, anzi, alla fine è andata benissimo, ma perché mentre la vivevo, ho avuto più di un momento in cui mi sono chiesto se stessi per perdere la testa.
Quando tutto si accavalla…
In sette giorni ho gestito la vendita della casa in cui vivo con la mia famiglia, due acquirenti che si contendevano l’offerta rilancio dopo rilancio, la ricerca di una casa in affitto dove trasferirci, le scadenze del lavoro e una presentazione importante per martedì che richiedeva uno studio approfondito di materiali teorici (una prova che non potevo permettermi di affrontare impreparato).
E, in mezzo a tutto questo, una trasferta che mi avrebbe occupato tutta la giornata a Perugia per una partita di water basket di campionato: i playoff della Bentegodi Verona.
Non posso non ammettere che viste le scadenze ho pensato di saltare la partita di Perugia per concentrarmi sulla presentazione di martedì perché ero molto indietro.
Ma io non volevo saltarla. Non solo perché il water basket è il mio svago, ma perché per me era anche una responsabilità verso la squadra, anche se sapevamo che sarebbe stata una partita molto difficile.
E nella vita, nella mia esperienza, raramente possiamo permetterci di togliere le cose. Possiamo solo trovare un modo utile per gestirle.
Chi ha figli sa che non può sospenderli per una settimana difficile. Chi ha un genitore malato non può mettere in pausa quella preoccupazione. Chi ha un lavoro con scadenze improrogabili non può dire: “questa settimana salto”.
Le cose ci sono, e ci restano.
Quindi sono passato da “come faccio a fare tutto?” a “come faccio a non impazzire mentre gestisco tutto nel migliore dei modi?”.
La risposta che ho trovato (o meglio, che ho applicato senza rendermene conto fino in fondo) è una sola parola: COMPARTIMENTARE.
Non è multitasking, anzi, è quasi l’opposto.
Che cos’è il “compartimentare”.
Compartimentare significa dare uno spazio preciso a ogni cosa, e quando sei in quello spazio, lo vivi completamente. Il resto esiste, ma non in quel momento.
Domenica, sul pulmino per Perugia, mentre i miei compagni di squadra dormivano beati, ho deciso che quelle tre ore di viaggio erano dedicate allo studio dei materiali per martedì.
Solo quello.
Le offerte sulla casa potevano aspettare.
Mi sono concentrato sugli appunti meglio di quanto riesca spesso a fare a casa, con i bambini e tutto quello che ci gira intorno.
Quando abbiamo giocato la partita, ho giocato la partita.
Quando sulla via del ritorno ci siamo fermati a cena in un locale Medioevale a Castelfranco Emilia, ero lì con i miei amici, presente, e non a gestire mentalmente le trattative immobiliari, e mi sono divertito, anche se la partita l’avevamo persa come da programma.
Lunedì il lavoro con le varie emergenze e la preparazione per martedì, mentre ho messo “in pausa” le offerte per la vendita della casa.
Prima una cosa. Poi l’altra.
Martedì ho fatto la mia presentazione ed è andata bene.
Mercoledì abbiamo venduto la casa al prezzo che volevamo.
Due giorni dopo abbiamo trovato una casa da affittare, una cosa che, chiunque abbia cercato appartamenti negli ultimi anni, sa che è quasi un miracolo.
Non ho eliminato lo stress, un po’ di mal di pancia ce l’ho avuto, inutile negarlo.
Ma non mi sono fatto travolgere.
Perché ogni pezzo aveva il suo momento, e in quel momento riceveva tutta la mia attenzione.
Questa è la differenza tra il caos che ti investe e il caos che riesci a gestire.
Il legame con Deep Work
Cal Newport, nel libro “Deep Work”, descrive bene un fenomeno simile, studiato anche in psicologia cognitiva: quando passiamo continuamente da un tema all’altro, lasciamo dietro di noi una sorta di “attenzione residua” che consuma lucidità ed energia.
Compartimentare aiuta proprio a limitare questa dispersione mentale.
Se vuoi leggere i 3 messaggi principali del libro Deep Work clicca sul link sotto:
DEEP WORK: COME LA CONCENTRAZIONE INTENSA PUÒ RIVOLUZIONARTI LA VITA! – clicca qui).
Puoi trovare utile anche l’articolo:
La pratica: compartimentare in 3 passi
Come si fa a compartimentare nella vita reale?
Ti propongo una pratica semplice, il metodo SPA (non quella del benessere, ma quasi!): Scarica – Pianifica – Agisci.
- Scarica. Prendi un foglio di carta e scrivi le cose importanti che in questo momento occupano la tua mente o ti stanno preoccupando.
Non serve inserire tutto: concentrati sui temi realmente significativi (la spesa dal fruttivendolo può aspettare…).
- Pianifica. Fissa questi temi come degli appuntamenti nella tua agenda, cartacea o digitale, separandoli in giorni diversi, se possibile, o in momenti differenti della stessa giornata.
Quando tutto è urgente, niente è davvero gestibile.
- Agisci. Affronta un tema alla volta con tutta la tua presenza. Quando hai scelto una cosa, vivi quella.
Il resto non scompare, ma può aspettare il suo turno.
Questo approccio aiuta a svuotare la testa, ridurre lo stress e vivere con maggiore lucidità, senza essere trascinati da mille pensieri aperti che drenano energia.
Mindfulness nella vita reale
La mindfulness spesso viene raccontata come qualcosa che si fa in un ritiro, in un ashrm, o seduti su un cuscino nel silenzio, lontano dalla vita reale.
Ma nella vita vera funziona così: non serve pensare a tutto insieme, magari saltando continuamente da un tema all’altro, ma essere completamente presenti in quello che si sta facendo in uno specifico momento.
Anche quando sei su un pulmino diretto a Perugia.
Sono stato assente per qualche mese dal blog.
Ho usato quel tempo per studiare, riflettere e organizzare un trasloco!
Non sempre possiamo alleggerire la vita.
Ma possiamo imparare a darle un ritmo che non ci travolga.
Questa, forse, è una delle forme più concrete di mindfulness che conosco.
E, qualche volta, anche uno dei modi migliori per restare interi.
Buona settimana,
Alberto

