Come si fa un apprezzamento sincero? I 3 ingredienti che non devono mancare.

Abbiamo affrontato l’importanza dell’apprezzamento sia in ambito lavorativo che nella vita nell’articolo “Apprezza gli altri col cuore!” (clicca qui se te lo fossi perso).

Lì si è anche detto della differenza fra l’apprezzamento e l’adulazione.

Riprendendo dal post: “Sì, Albe, ma qual è la differenza fra un apprezzamento e l’adulazione? Se mi congratulo col mio capo tutti pensano che sia un ‘lecchino’…”.

Bene, in questo articolo vediamo come esprimere un apprezzamento sincero (“più umano, più vero” come diceva “Elio e le Storie Tese” nella canzone ‘Pippero’), con una pratica tanto semplice quanto estremamente potente, ben rappresentata dallo psicologo americano Marshall Rosenberg nel libro “Le parole sono finestre [oppure muri]”.

Vediamo un metodo che, oltre a far piacere agli altri, aiuta anche noi a metterci in contatto con la gioia che ci ha dato il gesto della persona che stiamo ringraziando.

Se stai pensando “Bè Albe, non esageriamo, apprezzare l’altro fa bene all’altro, non a noi…” devo dirti che non sono esattamente d’accordo.

Sicuramente riconoscere ed apprezzare gli altri fa bene agli altri: Dio solo sa (ma purtroppo non solo lui…) quanto bisogno c’è nella vita di ciascuno di noi di un po’ di riconoscimento da parte degli altri, sia sul lavoro, sia in famiglia ma anche nelle altre relazioni che abbiamo. Ad esempio nello sport che pratico, il Water Basket (una specie di pallanuoto che prevede il tiro a canestro invece che in porta), se mi fanno un complimento per qualche canestro faccio i salti di gioia – in acqua!.

Un apprezzamento fatto bene è quello che ci mette in contatto con la gioia che ci ha provocato quello che ha fatto l’altro.

Ok, se gioia ti sembra esagerato puoi pensare al sollievo, al piacere, alla contentezza che l’azione dell’altro ha provocato in te.

E’ un po’ come quando si fa un regalo: è vero che chi lo riceve è felice, ma quanta gioia c’è nel donare!

Vediamo subito quali sono i 3 ingredienti di un apprezzamento sincero:

  1. Azione specifica
  2. Bisogno soddisfatto
  3. Emozione che proviamo

Analizziamoli ora nel dettaglio

1) Azione specifica:

La prima cosa che va citata quando facciamo un apprezzamento è l’azione specifica che l’altra persona ha fatto.
Anziché dire “Bravo, bella relazione!” possiamo partire da cosa ci è piaciuto in particolare del lavoro svolto.

Ad esempio se ‘apprezziamo una relazione’ potremmo evidenziare:

  1. la correttezza (magari non ci sono errori)
  2. la completezza: comprende tutti i contenuti importanti che andavano riportati
  3. la tempestività: è stata fatta nei tempi richiesti o addirittura in anticipo rispetto alle aspettative.

Potremmo dire: “Complimenti, questa relazione contiene tutti i messaggi da evidenziare e non contiene neanche un errore! Non avrei saputo fare meglio, grazie!”.

2) Bisogno soddisfatto:

Un aspetto che spesso trascuriamo o tendiamo a ‘dimenticarci’ è quello del bisogno che ha soddisfatto il lavoro dell’altro che noi stiamo apprezzando.
Mi spiego meglio con un esempio.
Se mi viene consegnata una relazione alle 19:00 di sera il fatto che questa sia perfetta e non richieda miei interventi o correzioni mi permette di uscire a un’ora decente dall’ufficio e di dedicarmi quindi successivamente ad altre mie attività e passioni. Questo soddisfa il bisogno di tempo libero e svago.

Potrò quindi dire: “Ottimo, grazie al fatto che questa relazione è stata fatta in modo tanto accurato, potrò uscire subito e tornare presto dalla mia famiglia”.
Se invece un collaboratore ha chiesto al capo un aiuto per rimuovere un impedimento sul progetto e il capo l’ha fatto, avrà soddisfatto il bisogno di tranquillità, non avrà più l’ansia in relazione al problema che non riusciva a superare e che rischiava di boicottare la riuscita dell’intero progetto.

3) Emozione

Quando qualcuno fa qualcosa che apprezziamo proviamo gioia o felicità ed è fondamentale riconoscere ed esprimere questo sentimento.

Trasmettere agli altri le emozioni che proviamo, soprattutto quando sono positive, genera empatia e ‘contagio’. Quando noi siamo felici e lo esprimiamo anche la persona con cui parliamo prova lo stesso sentimento. Certo, alcune volte dobbiamo vincere un certo “imbarazzo” che purtroppo si manifesta quando c’è da fare un complimento. Ma se vinciamo l’imbarazzo e manifestiamo i nostri sentimenti positivi riusciamo noi per primi a riconoscerli e a viverli con pienezza. Inoltre ci consente di creare relazioni con gli altri vere e sincere, che se non manifestiamo i sentimenti difficilmente possiamo costruire nella vita.

Conclusione:

Quindi, fare un apprezzamento sottolineando l’azione specifica che ha fatto l’altra persona, il nostro bisogno che ha soddisfatto e l’emozione di gioia che proviamo ci aiuta a vivere in modo pieno il senso di gratitudine che proviamo e a comunicarlo con efficacia rendendo merito all’altro.

L’apprezzamento è una cosa meravigliosa; fa si che ciò che è eccellente negli altri appartenga anche a noi.

Voltaire
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