Apprezza gli altri col cuore!

Tutti noi amiamo essere apprezzati. 🤩

(A me piace tantissimo!).

Tutti noi abbiamo bisogno di riconoscimento.

E’ un bisogno genuino: il bambino ha bisogno di essere riconosciuto dalla mamma per vivere. Se la mamma non riconosce i bisogni del bambino e non lo rispecchia il bambino può smarrirsi e morire.

Il riconoscimento è quindi un bisogno atavico, legato alla nostra stessa sopravvivenza. 💓

Per questo Dale Carnegie nel suo libro “How to Win Friends and Influence People” 📖 che ha venduto più di 15 milioni di copie nel mondo, dedica un capitolo alla pratica dell’apprezzamento, e questo consiglio vale tanto in famiglia e con gli amici quanto sul lavoro, quindi: “SIATE PRODIGHI DI APPREZZAMENTI E LODI”.

E’ una pratica sana, e la cosa bella è che all’inizio possiamo pure sforzarci un po’ nel dire i nostri apprezzamenti agli altri ‘a voce alta’, ma dopo un po’ che lo faremo sarà per noi sempre più naturale.

GLI EFFETTI DELL’APPREZZAMENTO E DEL RICONOSCIMENTO

Un insegnante di Detroit chiese a Stevie Morris di aiutarlo a cercare un topo che si aggirava per la classe 🐁. Il professore si era reso conto che Morris possedeva qualcosa che nessun altro bambino in classe poteva vantare: un udito eccezionale, che poteva compensare la sua completa cecità. Per Stevie fu un’emozione unica: era la prima volta che qualcuno gli aveva riconosciuto quel dono di avere un udito straordinario. Ad anni di distanza Stevie riconobbe che quella gratificazione gli cambiò la vita: da quel momento sviluppò il suo dono di natura fino a diventare famoso sui palcoscenici internazionali col nome di Stevie Wonder 😎, uno dei maggiori cantanti e compositori degli anni settanta.

Il bisogno di riconoscimento ci accompagna in tutti gli ambiti della nostra vita: in amore, negli affetti, con gli amici, nello sport e, soprattutto, sul lavoro!

William James sosteneva che:

“Una delle più radicate caratteristiche della natura umana è quella di perseguire infaticabilmente l’apprezzamento altrui”.

William James

Il desiderio di sentirsi importanti e apprezzati è quello che spinge molte persone benestanti ad acquistare case fin troppo spaziose per i loro bisogni, altre persone a vestirsi seguendo la moda, comprare un’automobile molto cara o l’ultimo modello di telefonino (che, diciamocelo, fra un po’ costano più di un computer…).

E’ la stessa molla che spinge dei giovani anche a formare delle bande e iniziare magari attività criminali. La maggior parte dei delinquenti sono così pieni di sé che la prima cosa che chiedono dopo l’arresto 👮‍♂️ e di poter leggere i giornali che raccontano dei loro misfatti.

“Dimmi come vuoi soddisfare questo desiderio di importanza e ti dirò chi sei!”.

Dale Carnegie

Uno dei primi uomini americani che riuscì a guadagnare più di un milione di dollari l’anno (siamo nel 1921 e lo stipendio medio una persona benestante era di 50 dollari a settimana) era Charles Schwab e, quando gli chiesero il segreto del suo successo, disse semplicemente:

“Ritengo che la mia più grande qualità sia quella di destare in chi mi circonda il massimo entusiasmo, e questo soprattutto grazie al riconoscimento dei meriti di ciascuno e l’incoraggiamento continuo. Non c’è niente che deprima di più una persona delle critiche di un superiore gerarchico. Io non critico mai nessuno. Incentivo i dipendenti e sono tanto propenso a lodare quanto restio a trovare difetti. Se voglio che una cosa sia fatta non ho paura di abbondare in sincera approvazione e lodi” 👌.

PRATICARE IL RICONOSCIMENTO NELLA VITA QUOTIDIANA!

Anche noi possiamo provare a essere più grati nei confronti delle altre persone, delle persone che ci aiutano. Possiamo anche imparare ad apprezzare il lavoro degli altri, e riconoscerlo sinceramente e di persona. Molte volte ci sentiamo in imbarazzo nel fare i complimenti agli altri perché abbiamo paura che gli altri pensino che gli facciamo i complimenti perché vogliamo qualcosa in cambio. Questo può accadere se non siamo sinceri, se i nostri apprezzamenti sono falsi ed hanno un secondo fine.

“Sì, Albe, ma qual è la differenza fra un apprezzamento e l’adulazione? Se mi congratulo col mio capo tutti pensano che sia un ‘lecchino’…”

Bè, innanzi tutto è bene apprezzare tutti! A me capita di apprezzare per primi i miei colleghi, quindi se poi dico qualche apprezzamento anche al mio capo nessuno si meraviglia perché ciascuno ha ‘appagato’ il suo bisogno di riconoscimento…

E poi ci sono differenze molto semplici:

  1. L’apprezzamento è sincero, l’adulazione è falsa.
  2. L’apprezzamento viene dal cuore, l’adulazione si limita a salire alle labbra.
  3. L’apprezzamento è universalmente ritenuto una cosa positiva, l’adulazione è universalmente condannata.

Per praticare l’apprezzamento la prima cosa che dobbiamo fare è allenare l’attenzione: spostiamo l’attenzione da noi dove è concentrata per il 95% della giornata (per non dire 100%) agli altri.

Quando notiamo che fanno qualcosa di buono, di giusto, di nobile, sottolineamolo a voce alta, ringraziamoli per quello che hanno fatto, riconosciamo e apprezziamo i loro operato.

Sulle prime le persone si sentiranno in imbarazzo, poi quando si accorgeranno che siamo sinceri, saranno felici, tenderanno a ripetere comportamenti positivi e ci vorranno più bene, e, in ultimo, anche noi staremo meglio! 🥰

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1 Comment

  1. […] è possibile meglio evitare le critiche. Tanto le persone amano essere apprezzate (vedi post “Apprezza gli altri col cuore!”) quanto odiano essere […]

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