APPROCCIARE I PROBLEMI COL “WOW”: LEZIONI DAI BAMBINI

Rob Gilbert racconta una storia*.

Era al parco a fare una passeggiata e ha visto una madre con una bambina piccola. La bambina teneva in mano un palloncino gonfiato ad elio che volava sopra la sua testa.

A un certo punto una folata di vento ha strappato via il palloncino dalla mano della bambina e lo ha spinto verso il cielo.

La bambina si è fermata a guardare il palloncino volare via.

Rob si aspettava che da un momento all’altro la bambina sarebbe scoppiata in un pianto straziante.

Invece la bambina ha guardato il palloncino salire verso il cielo e ha esclamato allegramente: “WOW!”.

Come sarebbe il mondo se anche noi, quando ci troviamo di fronte ad un problema, anziché disperarci, reagissimo con un “WOW!”.

Quando ci troviamo di fronte a un imprevisto spesso la nostra reazione è la rabbia: rabbia perché abbiamo bucato una gomma, rabbia perché una persona non si è comportata come volevamo, rabbia perché le cose non sono andate come avremmo desiderato…

Sul lavoro le 2 tipiche reazioni di fronte ad un problema sono la rabbia e subito dopo la domanda assillante: “Di chi è la colpa?”.

Così appena c’è un problema sul lavoro il capo tipicamente si arrabbia e a cascata inizia lo “scaricabarile” da parte delle persone coinvolte nell’incidente. Ci sono capi che si arrabbiano, cercano un colpevole, danno la colpa, rimproverano e minacciano, e creano un clima di tensione e aggressività. Questi capi, con tali atteggiamenti, mostrano poca leadership e scarsa propensione al problem solving.

Ci sono responsabili più “illuminati” che non si fermano un secondo a cercare “il colpevole”, ma puntano tutto sulla ‘diagnosi’ del problema per identificare possibili soluzioni e soprattutto le azioni e le persone che possono fare qualcosa per risolverlo.

Per un capo del secondo genere, è frustrante al verificarsi di una situazione critica sentire il classico scaricabarili, le lamentele, e tutto ciò che esula dalla ricerca di una soluzione.

“Perché fare polemica invece di risolvere?”

L’approccio da adottare in questi casi è l’identificazione delle cause che hanno generato il problema e la pianificazione degli interventi utili a risolverlo.

Per farlo, però, bisogna non farsi prendere dalla rabbia.

L’emozione della sorpresa, del “WOW”, può diventare quindi il primo passo di “disidentificazione”: ci aiuta a non immedesimarci nel problema, a rimanerne distaccati, in modo da affrontare la situazione nel pieno della nostra presenza e delle nostre risorse mentali.

Se approcciamo le difficoltà senza la rabbia è molto più facile trovare le soluzioni: saremo più accurati nella valutazione della situazione, veloci nell’identificare possibili vie di uscita e, alla fine, in grado di scegliere la soluzione migliore!

Quindi, da domani, al primo problema che ti si presenta, prova a esclamare un bel “UAU!”, e vedi come cambia il tuo umore!

“Dopo ogni tempesta il sole sorriderà, per ogni problema c’è una soluzione, e il dovere inalienabile dell’anima è di essere di buon umore.”

William R. Alger

*Tratto dal libro “Fallo e basta”, di Jeffrey Gitomer

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